
Il 16 ottobre su FOX Sports Argentina è stato annunciato il possibile ritorno al campionato locale di un “mundialista” (partecipò con la nazionale di Maradona a SudAfrica 2010), quello del romanista Pastore. El Flaco, alla seconda stagione tra i giallorossi, non riesce a trovare la forma migliore e di conseguenza conquistare la possibilità di una presenza continua sul campo. Per l’ex PSG arriva adesso una soluzione, l’opportunità di tornare in patria per competere nella Superliga Argentina tra le fila dell’attuale campione, il Racing di Avellaneda guidato dall’allenatore Coudet. Il club, che ha come manager l’ex bomber interista Milito, ha individuato in lui il profilo che manca alla squadra per poter tornare in alto in classifica, attualmente è al settimo posto. Una mossa questa fatta probabilmente anche per convincere Coudet a restare, missione che però sembra impossibile essendo lui in procinto di firmare per l’Internacional di Porto Alegre (Brasile), che nella rosa di tecnici sondati aveva inserito anche un ex romanista, Antonio Carlos Zago. L’altra pretendente di Pastore è la compagine bianco blu Talleres di Cordoba, sesta in classifica in un campionato argentino da poco iniziato, nona giornata, è che vede il Boca di De Rossi primo. L’accordo economico da trovare perchè l’operazione si realizzi e il Flaco vada via è la principale incognita che suscita curiosità. Pastore è uno dei “colpi” di Monchi, costato circa 25 milioni di euro, e con un contratto in scadenza nel 2023 che prevede uno stipendio netto annuo di 4,5 milioni. Cifre impensabili per i club argentini, forse solo il Boca potrebbe sostenere un salario del genere, lordo… La grave crisi economica nel paese sudamericano, con una enorme svalutazione della moneta locale, per un euro sono necessari 60 “pesos” argentini, rende difficile qualsiasi acquisizione. La Roma potrebbe eventualmente cederlo a gennaio a una cifra simbolica, liberandosi di un alto ingaggio e risparmiando in totale una trentina di milioni di euro lordi di stipendio da dare all’argentino fino al 2023. Questo sempre se il giocatore accettasse di andare a guadagnare a casa sua una cifra evidentemente ben inferiore all’attuale. Una alternativa è il prestito secco a gennaio fino a fine stagione con partecipazione al pagamento dello stipendio, nella speranza di una ripresa del livello agonistico per poi riuscire a venderlo una volta rientrato a qualche “amatore” dei paesi esotici. Cosa prevarrà per Pastore? La voglia di tornare a giocare con continuità e nel suo paese, o i soldi? ll suo parere sarà importante ma ovviamente non vincolante in quanto la Roma vorrà, giustamente, rimetterci il meno possibile.